Su richiesta della CNA si è svolto ieri presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Vice Ministro Pichetto Fratin, il Tavolo della Ristorazione, convocato su richiesta della CNA, per valutare insieme alle altre associazioni di settore, quali azioni intraprendere a sostegno del settore in considerazione del prolungarsi della situazione di emergenza epidemiologica.

Per la CNA era presente il Presidente della Ristorazione Giovanni Genovesio, che nel suo intervento ha spiegato come l’intento è quello di concertare tutti insieme una strategia per superare una situazione drammatica, dovuta ad un evento eccezionale, quale è la pandemia da covid. Questi sono mesi importanti per l’intero settore, ed è opportuno guardare al futuro immaginando nuovi scenari.

La ristorazione evidenzia un forte turnover tra i nuovi attori sul mercato e una vita media dei nuovi locali molto ridotta. Il 25% dei nuovi ristoranti che vengono aperti in Italia infatti chiude entro un anno dall’apertura, il 50% chiude entro tre anni e il 57% “getta la spugna” dopo soli cinque anni. E con il COVID si rischia di subire un ulteriore accelerazione

Il settore della ristorazione italiana continuerà ad essere un riferimento importante per l’economia del paese, per la filiera agroalimentare e per il turismo, ma sicuramente occorre affrontare questo cambiamento già in atto con flessibilità, e nuove strategie di business, ma anche di mercato del lavoro, di formazione professionale al passo con i tempi.

PROPOSTE DI SOSTEGNO IMMEDIATO

  • prorogare l’esenzione della TOSAP/COSAP almeno fino a giugno. Intervenire sui comuni che condizionano il beneficio alla regolarità del pagamento della tassa negli ultimi 5 anni. Se non diamo possibilità alla ristorazione di riprendersi, questa filiera non avrà modo di risollevarsi. I comuni stanno facendo un investimento non un favore. La ristorazione è uno dei motori del turismo.
  • Reintroduzione dei voucher
  • Proporre al Ministero della Salute di fornire i dati COVID settimanalmente. Bisogna ridurre il clima di incertezza e sfiducia con conseguente proliferare di trasmissioni che parlano solo di contagi.
  • Formazione qualificata. – utilizzare i fondi del PNRR sulle competenze, per percorsi di formazione qualificata, per la ristorazione
  • Transazione fiscale: alleghiamo documento di dettaglio a pag.13
  • Moratoria sui mutui
  • Istituire un credito d’imposta per i prodotti alimentari Made In Italy

SETTORE EVENTI (catering)

Come CNA evidenziamo la necessità di interventi strutturali per le attività di organizzazione di feste e cerimonie, wedding, hotellerie, ristorazione, catering. Attività praticamente ferme da molti mesi che rischiano la chiusura. Quanto disposto dal DL Sostegni ter non può essere considerato sufficiente. La paura per una quarta ondata della pandemia ha provocato ulteriori perdite assolutamente insostenibili per un comparto che è stato tra gli ultimi a riprendere le attività e che vive di programmazione a medio-lungo termine. In un contesto del genere è assolutamente necessario che le Istituzioni diano il supporto che serve in termini di sgravi fiscali e posticipazione di tutti gli adempimenti.  La cancellazione delle prenotazioni nel periodo natalizio, le feste anche civili completamente annullate, lo spostamento di fiere, i congressi non in presenza stanno di fatto mettendo in ginocchio un’intera categoria.

VISIONE STRATEGICA

  • Le misure proposte vanno nella direzione di sostenere un settore composto da quasi 400mila imprese con oltre 1 milione di addetti, motore per il primario e le industrie alimentari. Genera turismo, valorizza i prodotti del territorio. Occorre però combinare ad interventi rapidi anche una visione strategica su scala europea.
  • Con l’istituzione di misure di sostegno per la produzione, trasformazione alimentare e per la ristorazione per migliorare la produttività garantendo un approvvigionamento stabile di alimenti a prezzi accessibili
  • aiutare ad affrontare i cambiamenti climatici, la gestione sostenibile delle risorse naturali, l’informatizzazione
  • valorizzare i prodotti locali e la territorialità dell’offerta ristorativa
  • mantenere in vita l’economia rurale promuovendo l’occupazione nel settore agricolo, nelle industrie agroalimentari e nei settori associati.

 

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