Sulla Gazzetta Ufficiale del 7 ottobre 2016 è stato pubblicato il decreto n. 185/2016. La norma, in vigore dall’8 ottobre, corregge e integra le disposizioni dei decreti attuativi del Jobs Act, tenendo conto delle evidenze che si sono prodotte in questi mesi e che la CNA ha segnalato nelle sedi istituzionali.

Le nuove disposizioni riguardano alcune questioni particolarmente rilevanti tra le quali, i nuovi obblighi di comunicazione per l’utilizzo dei voucher.

I committenti imprenditori (non agricoli o professionisti) che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro accessorio, a comunicare alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica:

  • i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore,
  • il luogo, il giorno e l’ora dell’inizio e della fine della prestazione.

Secondo la precedente formulazione, invece, il datore di lavoro, aveva 30 giorni di tempo per effettuare questo adempimento.

Per quanto riguarda gli imprenditori agricoli, invece, sussiste un medesimo obbligo di comunicazione, che, però, è meno rigido, in quanto le imprese agricole, nell’indicare la durata della prestazione possono far riferimento a un arco temporale non superiore a tre giorni.

E’ prevista l’emanazione di un Decreto ministeriale per individuare le modalità applicative della comunicazione.

Nel frattempo si può fare riferimento alla Circolare n. 1/2017 del 17 ottobre 2016 dell’Ispettorato nazionale del lavoro, di seguito gli elementi rilevanti:

  1. Resta invariato l’obbligo di dichiarazione all’INPS di inizio attività da parte del committente.
  2. Il committente dovrà trasmettere quanto sopra specificato, nei modi e tempi indicati,  ad uno degli indirizzi di posta elettronica creati appositamente ed indicati nell’allegato alla circolare (Voucher.Imperia@ispettorato.gov.it).
  3. Le e-mail dovranno essere prive di allegati.
  4. Devono riportare anche i dati del committente, oltre a quelli del lavoratore, almeno il codice fiscale e la ragione sociale che vanno riportati anche nell’oggetto della e-mail.
  5. Per le eventuali modifiche od integrazioni rispetto a quanto già trasmesso con una e-mail deve essere inoltrata una comunicazione con posta elettronica sempre con 60 minuti di anticipo rispetto a quando tali variazioni interverranno.
  6. Rimanda alla emanazione del Decreto ministeriale le indicazioni e modalità per la comunicazione tramite sms.

In caso di violazione degli obblighi di comunicazione è prevista una sanzione amministrativa che va da 400,00 a 2.400,00 euro per ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. Nella circolare si ricorda che la mancanza di comunicazione all’ispettorato assieme a quella della dichiarazione di inizio attività da inviare all’INPS comporterà l’applicazione della maxi sanzione per lavoro nero.

La modifica non elimina, né limita il lavoro accessorio, che comunque è uno strumento di positiva flessibilità e presenta degli importanti vantaggi sia per il committente che per il prestatore di lavoro e garantisce i datori di lavoro dalla concorrenza sleale operata dalle imprese che si muovono ai margini della legalità.

Rimangono, tuttavia, alcune perplessità, tra le quali si sottolinea l’ingiustificata differenziazione tra aziende agricole e aziende non agricole. Si tratta di una differenziazione segnalata, sia come CNA, sia nell’ambito di Rete Imprese Italia al Ministro.