Il nuovo DPCM del 22 marzo contiene alla lett. d) dell’art. 1 una importante specifica per cui

restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e), previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa

Per agevolare le attività di assistenza alle imprese sul territorio, abbiamo predisposto un fac-simile di comunicazione alla Prefettura redatto sulla base delle indicazioni fornite dal Ministero dell’Interno a tutte le Prefetture.

IN SINTESI

Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri prevede che in due ipotesi contemplate alle lett. d) e g) dell’art. 1 venga richiamata la figura del Prefetto per entrare solo eventualmente nel merito della sospensione di alcune attività rimaste operative.

Si tratta di:

  • attività (lett. d) che sono funzionali per assicurare la continuità delle filiere di cui all’allegato 1 o di pubblica utilità o eroganti servizi essenziali.
  • attività (lett. g) degli impianti a ciclo produttivo che non possono esser interrotte se non con grave pregiudizio per l’impianto o per il pericolo di incidenti

In entrambi i casi il legale rappresentante le aziende dovrà inviare una comunicazione al Prefetto dove dichiari che rientra in uno dei 2 casi indicati.

Attenzione: si parla di comunicazione e non di autorizzazione o permesso e quindi non ci si deve attendere alcuna risposta da parte del Prefetto a meno che non sia un ordine di sospensione.