Dilaga in tutta Europa il malumore dei taxisti.

Nuovi scioperi a Milano così come in altre città europee: Parigi, Londra, Berlino e Barcellona in particolare, contro lo sviluppo incontrollato di alcune soluzioni di trasporto offerte tramite smartphone e tablet. Anche a Sanremo si diffonde la protesta.

I taxisti non intendono bloccare il servizio pubblico, ma sensibilizzare l’opinione pubblica e gli utenti verso l’esercizio abusivo di una professione ben disciplinata: attraverso attività di informazione ai clienti renderanno note, a partire da oggi, le loro istanze.

Che cos’è Uber? È un’applicazione diffusa da una multinazionale americana che offre un servizio di condivisione del viaggio, tale da permettere a chiunque di svolgere la professione di taxista o conducente di auto a noleggio.

Perché essere contrari alla sua diffusione? “Perché l’abusivismo del trasporto pubblico urbano non solo danneggia gli operatori”, risponde il Presidente Provinciale della categoria, Toesca, “ma mette a rischio l’incolumità stessa di coloro che scelgono di viaggiare senza nessuna copertura assicurativa e legislativa. Le tariffe, sempre certe per gli operatori abilitati, vengono messe in discussione perché Uber non ha tassametri omologati”.

La licenza per auto pubbliche garantisce infatti:

• un autista professionalmente preparato ed autorizzato (secondo quanto previsto dalla Legge 21/92, Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, dalla Legge Regionale Liguria n° 25/2007, Testo unico in materia di trasporto di persone mediante servizi pubblici non di linea e conforme a quanto previsto dagli appositi regolamenti comunali);
• un mezzo sottoposto obbligatoriamente ogni anno a regolare collaudo;
• una tariffa concordata con il Comune;
• una copertura assicurativa per i passeggeri.

I taxisti milanesi hanno già ottenuto una vittoria, mettendo in seria difficoltà UberPop, l’app di condivisione del viaggio che permette a privati, con mezzi propri, di trasportare passeggeri a pagamento, definito “illegale” dal Ministro Lupi. Il risultato, tuttavia, non è sufficiente.

L’obiettivo della protesta che prende avvio oggi è quello di tenere alta l’attenzione dei politici e delle autorità contro tutte le forme di abusivismo o esercizio improprio di un’attività, che vanno contrastate per la salvaguardia di un servizio pubblico e la tutela dei trasportati.

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