Stop alle feste, mascherine obbligatorie e meno autonomia alle Regioni

Nuova stretta del governo sulle misure anti Covid-19. Alla luce dell’aumento dei positivi degli ultimi giorni, l’esecutivo ha deciso infatti di prolungare lo stato d’emergenza fino al 31 gennaio 2021, prevedendo nuove regole e restrizioni per arginare la diffusione del virus.

Le principali novità

Con la firma del Dpcm del 13 ottobre 2020 il governo stringe ulteriormente le maglie rispetto al precedente Decreto Legge 7 ottobre 2020. In arrivo dunque importanti novità (in attesa della pubblicazione su Gazzetta Ufficiale), oltre alle modifiche sostanziali del decreto-legge 25 marzo 2020, convertito dalla legge 22 maggio 2020, che rimangono tuttora il punto di riferimento normativo per le misure anti-Covid.

Il DPCM 12 ottobre avrà validità 30 giorni; ecco in sintesi cosa cambia con gli ultimi provvedimenti:

 

PROROGA STATO DI EMERGENZA

Come già detto, lo stato d’emergenza per la pandemia da Covid-19 è prorogato in Italia fino al 31 gennaio 2021.

 

MASCHERINE ANCHE ALL’APERTO

Il decreto introduce di fatto l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, tranne in caso di attività fisica. Per le passeggiate, dunque, l’interpretazione ufficiale è quella che dice che indossare la mascherina diventa obbligatorio; ma non lo è per chi fa sport (es. jogging o footing). Resta valida la prescrizione della mascherina nei luoghi al chiuso, diversi dalle abitazioni private.

Le mascherine non sono obbligatorie per:

  • i bambini sotto i 6 anni
  • i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

Rimangono valide le disposizioni e i protocolli anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative, sociali e per il consumo di cibi e bevande (vedi allegati sotto).

 

STOP A FESTE E CERIMONIE CON PIÙ DI 30 PERSONE

Sono vietate le feste in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto. Restano chiuse anche le sale da ballo e discoteche, all’aperto o al chiuso, mentre sono permesse fiere e congressi. Le feste conseguenti alle cerimonie – come i matrimoni – possono invece svolgersi con la partecipazione massima di 30 persone, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Nelle abitazioni private i ricevimenti di amici o parenti non sono vietati, ma è «comunque fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi» in numero «superiore a 6».

 

INTERVENTI DELLE REGIONI

Il nuovo DPCM limita di fatto la possibilità di interventi da parte delle regioni, tranne che di carattere più restrittivo rispetto alla normativa nazionale.

 

PROROGA CASSA INTEGRAZIONE

Le misure per il sostegno e il rilancio dell’economia – prima fra tutte, la cassa integrazione – sono prolungate al 31 ottobre 2020.

 

NUOVI OBBLIGHI PER GLI INGRESSI DALL’ESTERO

Per chi fa ingresso in Italia e nei quattordici giorni antecedenti ha soggiornato o transitato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna, sono previste le seguenti misure di prevenzione, alternative tra loro:

  • all’atto dell’imbarco – obbligo di presentazione dell’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;
  • obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico – da effettuarsi per mezzo di tampone presso l’Azienda sanitaria locale (ASL) di riferimento – al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale; in attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento le persone sono sottoposte all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora.

 

Per le regole relative agli spostamenti verso e da tutti gli altri Paesi, consultare le disposizioni del Ministero della Salute a questo link

 

NO AGLI SPORT AMATORIALI 

Il nuovo DPCM ferma anche gli sport amatoriali di contatto. Vietate dunque partite di calcetto o basket tra amici e colleghi. Ok invece per gli sport a livello dilettantistico, nel pieno rispetto dei protocolli anti-contagio.

 

LOCALI CHIUSI ALLE 24

Locali, ristoranti, pasticcerie e bar, avranno l’obbligo di chiusura alle 24 e dalle 21 si potrà consumare solo ai tavoli. Vietato dunque restare fuori in piedi davanti al locale. Restano consentite la consegna a domicilio e l’asporto, ma “con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le 21”.

 

OK A CINEMA E CONCERTI

Resta per gli spettacoli il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1.000 all’aperto, con il vincolo di 1 metro tra un posto e l’altro e di assegnazione dei posti a sedere. Sospesi tutti gli eventi dove non è possibile mantenere le distanze.

Regioni e Province autonome possono stabilire, d’intesa con il ministro della Salute, un diverso numero massimo di spettatori, a seconda delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi.

 

Coronavirus, informazioni utili per le imprese

La situazione di emergenza e i conseguenti DPCM per regolare le attività economiche e private rischiano a volte di creare confusione, soprattutto tra le imprese, in capo alle quali ci sono diversi obblighi e responsabilità.

Per fare un po’ di chiarezza e aiutare nella diffusione di comportamenti corretti, riportiamo alcune risorse utili e i riferimenti normativi aggiornati:

LINEE GUIDA PER LA RIAPERTURA DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE, PRODUTTIVE E RICREATIVE

È il documento ufficiale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che regolamenta tutte le attività lavorative. Contiene indirizzi operativi specifici validi per i singoli settori, finalizzati a fornire uno strumento sintetico e immediato di applicazione delle misure di prevenzione e contenimento di carattere generale.

Linee Guida Riapertura Attività

PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

 

Approvato il 24 aprile 2020, il protocollo è il documento nazionale firmato tra governo e organizzazioni datoriali e sindacali, per stabilire le regole per la prosecuzione delle attività produttive.

Il protocollo, tuttora in vigore, prevede infatti tutta una serie di condizioni e precauzioni per il lavoro in presenza, garantendo adeguati livelli di protezione. La mancata attuazione del protocollo determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

 

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